L’arte del Mensur, duello dell’aristocrazia guerriera [Recensione sportiva]

Mensur

Fino a pochi decenni fa, in Germania una caratteristica permetteva di identificare subito uno studente universitario o un membro dell’aristocrazia: le cicatrici e gli sfregi sul viso. Può sembrare strano, eppure i membri delle confraternite studentesche tedesche erano soliti sfoggiare ferite e tagli sul volto come segno peculiare di distinzione e appartenenza. Come si procuravano questi segni indelebili? Il merito è del Mensur, conosciuto anche come duello studentesco o accademico. Diretto erede del duello alla spada di origine medievale e rinascimentale, il Mensur nasce come combattimento regolamentato nel XVII secolo e nel XX secolo registra una diffusione capillare nelle università tedesche, austriache, svizzere, polacche e fiamminghe.

Letteralmente, il termine significa «misura», che, intesa come distanza, è l’elemento fondante del duello accademico. A differenza della scherma classica, in cui il fine è mettere l’avversario sulla difensiva, nel Mensur manca completamente il movimento dei contendenti; i duellanti, una volta posizionatisi a una precisa e codificata distanza (la misura appunto), tengono sollevata sopra il capo la spada, calandola poi a turno sull’avversario che non può scostarsi dalla traiettoria. Il corpo del combattente è ovviamente ben protetto e una maschera ripara occhi e naso; tuttavia, il resto del viso rimane esposto ai colpi di spada e non sono affatto rari tagli, sfregi o ferite più gravi.

Fino alla metà del secolo scorso, prima ancora che la marca dell’abito o il modello d’automobile, erano le cicatrici a indicare l’appartenenza a una precisa classe sociale. Con l’estinzione delle grandi confraternite studentesche alla metà del XX secolo, anche il Mensur è andato scomparendo, fino a essere vietato per legge. Ciò nonostante, il duello accademico è recentemente tornato in auge grazie ad alcune società di rievocazione storica: attualmente sono circa 400 le organizzazioni che praticano quest’arte regolarmente, salvandola dall’oblio che investe molte pratiche marziali giudicate antiquate o pericolose.

Esibizionismo, coraggio, disprezzo del dolore e impassibilità di fronte al guizzare di una spada davanti al viso erano qualità che l’aristocrazia germanica reputava un tempo fondamentali per ogni giovane studente universitario. Quando, per capirci, ci si augurava che la futura classe dirigente fosse composta da uomini di cultura e azione; di sole e acciaio.

Minamoto

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