All’insegna del sole e dell’acciaio [editoriale]

Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero

«Quando sento parlare di cultura metto mano alla fondina!», si esclamava in altri tempi riguardo a un certo tipo di intellettuali. Battute d’effetto a parte, i due filoni di questa diciassettesima uscita saranno proprio la guerra e la cultura. Una cultura intesa nelle sue sfaccettature allo stesso tempo auliche e pragmatiche, che vanno dalla concezione di arte e bellezza di Vittorio Sgarbi alle riflessioni di filosofi del calibro di Giovanni Gentile e del nostro ispiratore di sempre, Yukio Mishima. Una guerra nelle sue rivelazioni più crude e insieme eroiche, come quella di cui cade il centenario esattamente il maggio di quest’anno, ma anche guerre economiche, geopolitiche, apparentemente lontane dalla vita quotidiana, eppure sempre più vicine alle nostre frontiere.

Anche le recensioni seguono questo percorso tra «libro e moschetto»: la pratica sportiva del Mensur, sicuramente sconosciuta ai più, rivela il forte legame tra fisicità e aristocrazia che esisteva nelle università europee fino al secolo scorso. Assimila bene i due elementi il romanzo Lo Hobbit, il cui successo editoriale ha avuto il merito di riportare alla luce le avventure di un manipolo variegato e disperato di guerrieri. Segue, per il compartimento cultura, il viaggio del cantautore Vecchioni all’interno dei tipi di uomo che compongono il mondo.

Una storia che alterna comicità e dramma, com’è nello stile del regista e attore Alberto Sordi, porta il tema della guerra a scontrarsi con le logiche ipocrite di un mondo borghese dal comportamento debitamente distante e calcolatore. Con un personaggio lombardo (ma cittadino d’Europa) tutto particolare, per l’ormai avviata rubrica Viaggio underground, si chiude il numero di questo centenario delle «radiose giornate di maggio» del 1915, quanto dell’inaugurazione dell’Expo 2015 di Milano, che coinvolgerà anche Brescia.

Commemorando la Grande Guerra di ieri e analizzando quelle più ristrette ma altrettanto importanti di oggi, innalzando l’arte e la cultura a patrimonio dell’uomo contemporaneo che combatte contro ogni disumanizzazione, lasciamo ai lettori la curiosità di addentrarsi in questa continua dualità spirito-corpo. Come scrivevamo nella prima uscita, tre anni esatti fa: «muniti di spada e di penna, all’insegna del sole e dell’acciaio».

Spartacus

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