Sole e acciaio… a colori! [editoriale]

Sole e acciaio copertine sovrapposte bIl bianco e nero torna colore: è proprio il caso di dirlo. Con questo sedicesimo numero (il primo dell’anno 2015) abbiamo voluto stupire piacevolmente i nostri lettori, ai quali, tranne per i più strettamente affezionati, non avevamo volutamente lasciato trapelare la novità editoriale. Nell’epoca in cui, anche sul Corriere della Sera, riguardo l’eccessiva diffusione dell’informazione ci si chiede letteralmente «perché siamo diventati così ignoranti?» abbiamo deciso, in controtendenza, di scommettere sui cervelli che non sono in fuga, sul formato che non subisce l’informatizzazione dell’ignoranza (la carta) e al contempo di «cavalcare la tigre» della tecnologia, affidando i nostri messaggi anche ai flutti del web. Nel regno caduco della quantità, nel quale tuttavia annaspano in crisi i quotidiani e le riviste convenzionali, la nostra offerta, limitata ma qualitativa, autogestita e gratuita, dopo anni di cantiere prende finalmente il largo.

In questa uscita, in cui per la prima volta le recensioni superano in numero i classici articoli, offriremo una gamma di argomenti e storie che vanno dalle «romantiche» scorribande armate del bandito milanese Renato Vallanzasca, alle riflessioni sul futuro territoriale e politico delle regioni d’Europa, crocevia di spinte autonomistiche e necessità di coesione; dalla leggendaria figura sportiva di Peppino Meazza nei primi decenni del secolo scorso, al sogno fantastorico di un nostro redattore che, tuttavia, potrebbe risultare un’inaspettata premonizione futura.

Forniremo quindi il nostro punto di vista sul primo capitolo della celebre serie Rambo, sorprendentemente tra i più profondi e schietti film del cinema americano; analizzeremo un romanzo del filosofo Ernst Jünger, che apre un enorme interrogativo, finora senza risposta, sul futuro tecnologico dell’uomo. Con la recensione musicale del disco d’esordio dei Metallica, lo scenario post-apocalittico e fantascientifico del fumetto Brendon e l’esperimento che inaugura una nuova categoria di recensioni in ultima pagina, si chiude il nostro lavoro.

Sole e acciaio ha posto, nel suo terzo anno di vita, una nuova base di partenza. Non «another brick in the wall», come si cantava provocatoriamente in altri tempi, ma una piccola pietra miliare d’avanguardia, che ci auguriamo possa servire a chi vi si imbatte per accrescere la propria passione culturale. Senza troppe pretese, come sempre, ma con grandi aspettative.

Spartacus

 

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